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(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)
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ALLEGRI PREMIER LEAGUE – Quante volte in questi mesi è stato associato il nome di Allegri ad una qualsiasi squadra in difficoltà? Max sulla cresta dell’onda in Europa, pronto a salpare dal porto di Livorno in direzione Madrid, Manchester, Londra east side, west side, north side. Tutti luoghi che un porto non ce l’hanno, al massimo un aeroporto. Città multinazionali, multiculturali, metropolitane. Città che sarebbero alla ricerca di un condottiero vincente, che possa riportare la propria squadra all’altezza del blasone costruito nella storia.

Le pretendenti di Allegri

L’Inghilterra è piena di club prestigiosi che in questa stagione hanno palesato più volte problemi. Il Manchester United era reduce da un inizio campionato tremendamente scadente, anche peggio della dimenticabile era Moyes. Allegri sembrava pronto a tornare in campo e a portarsi dietro Mandzukic ed Emre Can. Il buon Ole Gunnar Solskjaer però, è rimasto lì al suo posto, si è guadagnato l’accesso ai sedicesimi di Europa League (tutt’altro che un’impresa) e sta risalendo la china in Premier, pur rimanendo ad un punto dalla zona Europa. Di Allegri adesso neppure la traccia, ma è un discorso che potrebbe essere ripreso alla prossima battuta d’arresto dei red devils.

Il Tottenham, post finale di Champions League persa contro il Liverpool, sembrava dovesse avviarsi ad una stagione da protagonista per portare a casa una qualsiasi coppa che manca dal 2008 (League Cup), in una bacheca che conta appena quattro trofei vinti negli ultimi 35 anni. Sembrava, ma l’addio stentato in campionato ha fatto sì che la dirigenza esonerasse Pochettino durante la pausa delle nazionali. Parte il toto allenatori, con la solita lista lunghissima e le solite ipotesi tra realtà e surrealismo. Allegri ovviamente non può mancare tra i papabili, ma a spuntarla è l’eterno Mourinho. Anche stavolta per il livornese non c’è niente da fare.

Tra le pretendenti inglesi c’è stato spazio anche per il Chelsea, che in seguito al blocco del mercato ha dovuto fare di necessità virtù. Dentro Frank Lampard, leggenda dei blues senza però un curriculum straordinario come allenatore. Lampard perfetto rappresentante di una squadra dalle belle speranze, composta da giocatori giovani e in cerca di gloria. Come spesso capita, i risultati possono essere altalenanti (la sconfitta in Supercoppa Europea e l’eliminazione dalla Coppa di Lega, ma anche le sette vittorie consecutive tra campionato e coppe) e quando viene toccato il punto più basso, il primo nome ad essere messo in discussione è quello del mister. Allegri finisce ancora una volta nel listone dei papabili allenatori, le voci durano come uno zampirone sotto la pioggia.

Tutte le altre corteggiatrici di Max

Max viene accostato anche al Real Madrid nel momento in cui le merengues non riuscivano a vincere quanto avrebbero voluto. Voci affrettate e prontamente smentite dai fatti (prima in campionato a pari punti con il Barcellona e qualificata agli ottavi di Champions League).

L’insistenza di voler per forza trovare una panchina per Allegri non trova pace e ad ogni squadra in difficoltà il pensiero va a lui, alle sue vittorie juventine e alle sue conferenze con ricordi su cavalli, gabbioni e quant’altro. L’ultima pretendente adesso è l’Arsenal, che ha esonerato Unai Emery. Il tecnico ex Siviglia e PSG ha la colpa di aver perso la finale di Europa League e rischiare di non arrivare ai sedicesimi, di essere eliminato in Coppa di Lega, di non riuscire a vincere le ultime nove partite e di aver portato i gunners fuori dalla zona Europa.

Ancora una volta quindi si riaprirà la pagina degli allenatori svincolati e il nome di Allegri rimarrà quello in pole position. Tutti lo vogliono, ma nessuno (sembra) prenderlo. Che sia veramente come disse lui, che voleva prendersi un anno sabbatico e godersi un po’ di ferie? London Calling cantavano i Clash, ma forse la canzone preferita da Max, in questo momento, parla di sole, mare e relax.

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