Buffon: “Sogno di giocare fino ad 80 anni. Juve? Le vorrò sempre bene”

BUFFON PSG JUVENTUS – Il portiere del PSG, Gigi Buffon ha rilasciato un’intervista a La Stampa dove ha parlato della sua storia in bianconero e non solo.

PSG – “Qui mi sono tolto dopo 40 anni da una zona di comfort e rimesso in gioco in campo e nella vita. Neymar e Mbappé sono fuoriclasse. Ney è un talento quasi inarrivabile, se non lo conosci può anche non suscitare simpatia. Invece è un ragazzo persino timido, molto altruista. Ha un lato umano che chi è tifoso non vede, abbagliato dalla stella. E mi chiedo come non abbia ancora vinto il Pallone d’oro, talenti cristallini come il suo ne ho visti davvero pochi. Lui vale Messi e Ronaldo. Mbappé ha un entusiasmo e un talento devastante, è sempre sorridente, gli piace scherzare. Ma deve ancora crescere, se vuole essere il migliore al mondo per i prossimi dieci anni deve tener presente che non lo si diventa solo per le doti naturali, ma serve applicazione e senso del lavoro”. 

VERRATTI – “Verratti in Italia non lo capiamo perché è di difficile collocazione. Non so dove, ma uno come lui deve sempre giocare. Ha personalità, strafottenza e tecnica per inventarsi ogni tipo di colpo. Ha qualcosa in più degli altri. L’Italia sta tornando a dare qualche zampata. Zaniolo, Barella, Verratti, Chiesa che ora segna con continuità, Donnarumma che sta crescendo bene. E poi ci sono Bonucci e Chiellini, siamo in buone mani”.

JUVENTUS –  “Mi sento un vecchio amico della Juve. Io sono affezionato ai bianconeri, ci vorremo bene per sempre. Anche il fatto di essersi separati non ha provocato polemiche, c’è grande rispetto e stima. Cristiano Ronaldo ha dato linfa nuova a tutto l’ambiente. Il pres Agnelli è stato bravo a capire come ci fosse bisogno di una scintilla per riaccendere l’entusiasmo. Pogba era un ragazzo e adesso è un ‘ometto’ con personalità ben spiccata, è il punto di riferimento del Manchester United”. 

SOGNI – “A 41 anni non ho smesso di sognare. E quando sogni è bello vedersi in tante situazioni diverse. Ho bisogno di entusiasmo, l’anno scorso pensavo di smettere e mi ha creato troppa negatività. Per questo io sogno nella mia testa di stare sul campo fino a 80 anni, il nonno in porta con il bastone e con la maglia numero 1. E al tempo stesso immagino che tutto possa finire domani. Non mi pongo limiti, ma so che il conto prima o poi arriverà”.

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