JUVENTUS AGNELLI – Dopo l’ufficialità del divorzio da Massimiliano Allegri, il patron della Juventus Andrea Agnelli è intervenuto quest’oggi nella conferenza stampa congiunta con l’ormai ex allenatore per spiegare i motivi che hanno portato alla decisione. Ecco le parole del numero 1 bianconero.

Agnelli consegna la maglia “History Alone” ad Allegri, commosso

SU ALLEGRI – “Prendo la parola in questa giornata leggermente diversa dagli altri. Per iniziare ricordo a chi farà le domande che oggi non risponderò a nessuna domanda sul prossimo allenatore della Juventus. Oggi sono qua per celebrare Allegri, un allenatore che da solo ha scritto la storia di questo club. Cinque scudetti consecutivi. Il terzo allenatore della storia per presenze, il primo della storia per media punti, il primo per percentuale di vittorie, senza contare i trofei: sono numeri incredibili, questi sono stati cinque anni bellissimi. Affetto, stima, amicizia, riconoscenza, condivisione, sconfitte, lavoro, fatica, e tante vittorie. Abbiamo vissuto poi un anno e mezzo da vicino di casa anche con Barzagli, un anno e mezzo quasi a fare colazione insieme, le famose cene… c’era la condivisione sulla Juventus e sulla vita. I figli, che abbiamo visto crescere a vicenda. Tornando allo sport e non fermandoci ai freddi numeri, pensiamo ad una inaspettata cavalcata fino a Berlino, poi dall’ottobre del 2015 al febbraio del 2016 le quindici vittorie consecutive, il testa a testa col Napoli lo scorso anno e lo Scudetto quest’anno con otto giornate di anticipo. La cosa che mi rende più orgoglioso è che ho trovato un amico sincero con cui potermi confidare su tanti argomenti. In questo momento devo fare una programmazione sulla Juventus: la prima squadra il prossimo anno avrà come al solito quello di vincere, dovremo rafforzare ulteriormente questo gruppo. Abbiamo l’Under 23 che potrà portare un contributo superiore, abbiamo progetti sulle donne. Ho la massima fiducia in Nedved, Paratici e Ricci. Quando pensavo di andare avanti con Max il mio era un pensiero sincero: sono poi seguite una serie di riflessione che dimostrano la capacità di analisi di un gruppo, compreso l’allenatore, nel saper prendere la giusta decisione. Non nascondo una certa tristezza e commozione, è stato difficile capire insieme che questo era il momento giusto per chiudere uno dei cicli più straordinari della storia della Juventus.”

SU NEDVED – “Al di là di quello che si è scritto, il nostro percorso ha avuto capacità di analisi e riflessione: in assenza di elementi fattuali, abbiamo tutti insieme capito che questo ciclo era giusto chiuderlo in questo modo, con un successo. Questa analisi è figlia di una consapevolezza di persone intelligenti.”

CONSIDERAZIONI ESTERNE – “Gestendo aziende bisogna saper prendere le giuste decisioni, nei momenti in cui vanno prese. Poi è solo il futuro che saprà dire se le scelte prese sono state quelle corrette, questo è evidente. Al di là delle considerazione esterne, noi viviamo una realtà all’interno: quando uno entra in un bar e commenta cosa succede in questa o quella società sportiva, se non è dentro le dinamiche dell’azienda non potrà sapere tutti gli elementi per cui vengono prese determinate scelte. A me non piacciono gli “Yes, man”: voglio opinioni forti. E dopo aver ascoltato le decisioni si prendono decisioni forti. Chi non è in grado di reggere queste pressioni, non può gestire società sportive o aziende.”

ALLENATORE FUTURO E CONTE – “Non rispondo”.

QUANDO E’ STATA PRESA LA DECISIONE – “La decisione è maturata in seguito ad una riflessione. Quando si affrontano determinati temi si capisce che questa è la decisione migliore per la Juventus. Non è che facevamo le cene perché non avevamo niente da fare, ma dovevamo discutere proprio di questo: questa è stata individuata come la scelta migliore. E’ la società che prende la decisione, non è che Allegri si sarebbe rinnovato il contratto da solo: è sempre e solo la società. Siamo tutti utili, ma nessuno è indispensabile: compreso me. All’interno della società ci sono delle responsabilità che vanno esercitate per il bene della stessa. Questa è stata la decisione più sofferta da quando guido questa società.”

NUOVA JUVE – “E’ una domanda che dovete fare a Paratici, sarà lui a definire la squadra. C’è una divisione di ruoli e di responsabilità, la direzione sportiva risponde a Fabio Paratici e sarà lui a darvi queste risposte.”

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