CONFERENZA, Mancini: “Portogallo forte anche senza Ronaldo, lunedì via Chiellini e dentro Kean”

ITALIA PORTOGALLO CONFERENZA MANCINI – L’Italia torna a ‘San Siro’ un anno e quattro giorni dopo l’incredibile disfatta contro la Svezia. Uno stadio esaurito in tutti i suoi 70mila posti si prepara ad accogliere gli Azzurri, con la speranza di versare, questa volta, lacrime di gioia. Domani sera, alle 20:45, vi sarà il fischio d’inizio di Italia-Portogallo, ultimo impegno della Nazionale in Nations League. Un solo risultato a disposizione: la vittoria. Il ct Roberto Mancini ha presentato la sfida in conferenza stampa, queste le sue valutazioni.

LA CONFERENZA STAMPA 

FORMAZIONE – “Ho ancora 24 ore di tempo per decidere ma credo che Immobile giocherà dall’inizio. Ciro ha una qualità importante, quella di saper fare gol. Lui è avvantaggiato perchè ha molte qualità in area di rigoreJorginho e Verratti? Sono due grandi giocatori, forti tecnicamente e quindi l’intesa è facile da trovare”.

PORTOGALLO – “Parliamo di una squadra che ha comunque Bruma e Rafa Silva, due giocatori straordinari. Il Portogallo resta comunque una grande squadra, anche per il gioco che propone. Non è un caso che loro siano i campioni d’Europa. Sarà una bellissima partita anche senza Cristiano Ronaldo, anche se ci sarebbe piaciuto vederlo in campo”.

PRIMI MESI DA CT – “Sono felicissimo di essere qui. All’inizio non è stato facile, ma i ragazzi hanno mostrato molta buona volontà. Chiaramente l’inizio è stato un po’ difficoltoso perchè a causa della mancata qualificazione ai Mondiali il morale era sotto i tacchi. Ho però trovato ragazzi pronti a riboccarsi le maniche per riportare l’Italia dove merita. Ci vorrà un po’ di tempo perchè qui nessuno ha la bacchetta magica, ma stiamo migliorando di partita in partita e questa è la cosa più importante. Se guidi la Nazionale ci sono 50 milioni di persone che vogliono che tu vinca, che convochi giocatori delle loro squadre, ma un po’ di esperienza l’ho accumulata in questi anniIl fatto che domani ci saranno 70000 persone è un bella base di ripartenza insieme alle ultime buone prestazioni”.

RITORNO A SAN SIRO – “La Nazionale non è mai morta. Nella doppia sfida contro la Svezia l’Italia avrebbe meritato di passare, c’è stata molta sfortuna. Purtroppo è capitato anche ad altre Nazionali”.

EUROPEI – “La Nations League era il primo obiettivo e proveremo a vincere il girone, ma il vero traguardo è la qualificazione all’Europeo, quindi serve dare esperienza a un gruppo giovane. Il serbatoio di ragazzi che sta crescendo mi dà fiducia. Da sabato saranno con noi Mancini e Kean e poi si aggrega Acerbi al posto di Romagnoli. Dopo il Portogallo andranno via Chiellini, Jorginho, Insigne e Florenzi”.

GIOVANI – “Se uno è bravo arriva in Nazionale. Qui abbiamo una buona generazione di ragazzi sui 18-20 anni, ma hanno bisogno di giocare e non è giusto che siano in B o in C. Dobbiamo conoscerli, è importante per noi, dobbiamo lavorarci. Ci sono poi giocatori d’esperienza che li aiutano a crescere, ma abbiamo un buon serbatoio”.

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