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CONFERENZA STAMPA SARRI – Si è tenuta la conferenza stampa del mister bianconero Maurizio Sarri, che ha risposto alle domande dei giornalisti a proposito del match che vedrà di fronte Inter e Juventus domenica 6 ottobre alle ore 20.45. Bianconerinews.eu ha seguito in diretta la conferenza, ecco le parole del tecnico bianconero.

Dubbio Higuain-Dybala

“Non c’è da convincerli, c’è da decidere. Se uno sta facendo bene e sta fuori è giusto che sia arrabbiato. Lo ritengo un aspetto positivo, non negativo. Vediamo l’ultimo allenamento e poi decidiamo, questo fa parte del mio lavoro.  Non mi devo preoccupare delle eventuali reazioni dei giocatori. A livello mediatico possono fare audience, ma dal mio punto di vista possono essere positive. Conviene avere un attaccante che sta bene fisicamente e mentalmente. In ogni caso l’Inter è solida, vediamo chi sta meglio e poi vediamo da chi farli attaccare. “.

La favorita del match

“Nella singola partita non si può dire se siamo la favorita. Domani troviamo una grande squadra, che ha dimostrato di fare grandi partite, lo ha fatto anche mercoledì contro il Barcellona. Io vedo solo l’aspetto positivo perché giocare un Inter-Juventus è una sensazione che fa essere felice, non vedo l’ora di giocare in quello stadio. Non parlerei di emozioni, c’è la voglia di vivere questa esperienza. Una partita apertissima a tutte le soluzioni, non credo ci sia una favorita”.

Inter squadra da temere

“Una squadra forte, solida, che quando prende in mano la partita riesce ad essere pericolosa, e quando non ci riesce si difende benissimo. Una squadra completa contro cui sarà difficilissimo giocare. Avremo a che fare con la difesa più forte del campionato, non solo per la qualità dei difensori ma perché l’intera squadra si difende bene, quindi non dipende solo dalla difesa”.

Quanto conta per il discorso scudetto?

“Vicino allo zero. Ci sono tante partite ancora, parlare ora di scudetto è presto. In questo momento conta poco, è importante andare a confermare la crescita che sta avendo la squadra nel giocare grandi partite, ma è più importante uscire da San Siro con una buona partita. Se si pensa di giocare domani il campionato con 93 punti ancora in palio faremmo un errore grossolano”.

Sarri contro Conte

“Nelle partite non riesco a pensare che sono contro Conte. Lui è un grande allenatore, lo dimostrano i risultati in tutte le piazze. Uno dei più importanti allenatori al mondo. Se voi riuscite a vedere partite Sarri contro Conte non lo capisco, io vedo solo Inter-Juve”.

Miglioramenti e cambiamenti

“Che una squadra è matura lo dimostra nel corso dell’anno. Abbiamo cambiato qualche giocatore, dobbiamo fronteggiare alcune difficoltà. Se riusciamo ad innalzare il livello delle prestazioni il risultato può venire più facilmente, ma dobbiamo concentrarci sulle prestazioni. Nelle partite ci sono sensazioni e poi ci sono numeri. La nostra linea media di recupero è più alta, così come quella in cui giochiamo. I numeri mi dicono che c’è qualcosa di meglio rispetto alle prime partite”.

Bernardeschi e il suo ruolo

“Ho fatto fatica a provarlo nel ruolo che ritengo più adatto a lui, penso che quello fatto col Bayer sia il suo ruolo adatto. L’ho visto in crescita in allenamento. Se domani gioca o no preferirei lo senta da me, e non dai giornali. Una forma di rispetto che vorrei per tutti i giocatori”.

Concentrazione e carattere

“Dobbiamo concentrarci sulla prestazione, e ognuno la basa sul calcio che può giocare. Noi cercheremo di andare là a giocare. Alla fine si parla sempre di fame, voglia, determinazione, ma io le ritengo qualità insite nel professionismo. Dobbiamo andare là a imporre il nostro gioco, la partita dirà se ne saremo capace. Mi piacciono le squadre con carattere forte, un modo di giocare molto preciso e che lo tirano avanti. Va bene tutto, sappiamo tutti che noi decidiamo 100 cose diverse al giorno, e quindi diverse ne sbagliamo tutti i giorni. La capacità di fare pochi errori è una bella capacità dell’allenatore. Se una classifica ad inizio ottobre ci crea un grosso impatto psicologico significa che non siamo pronti per fare grandi cose”.

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