Juve-Inter, Spalletti: “Per noi sarà il collaudo. Il campionato non è ancora finito”

SPALLETTILuciano Spalletti ha presentato il match di domani confronto la Juventus in conferenza stampa.

JUVE INTER  – “Juve-Inter per noi è il collaudo: domani capiremo se possiamo viaggiare forte e fare risultati contro chiunque. L’anno scorso eravamo davanti in classifica prima dello scontro diretto, quest’anno c’è distanza ma noi siamo cresciuti. Se riusciremo a pressarli per 90 minuti, a fare le stesse cose per 90 minuti, a non dar loro respiro per 90 minuti, ecco, penso che potremo metterli in difficoltà. Ci arriviamo nel migliore dei modi, siamo in condizione fisica e mentale ottima. Loro giocheranno senza tensione, hanno un grande margine in classifica. Sta a noi accorciare questa distanza. Dobbiamo giocare con coraggio e personalità.

INFORTUNATI – “Rimangono fuori perché non ce la fanno a recuperare. Sono migliorati dagli ultimi esami ma hanno bisogno di altro tempo”.

INTER – “Ci manca ancora qualche attenzione, se le mettiamo dentro possiamo sfiorare la perfezione. Ci giochiamo molto, ma vale per tutta la stagione. Il segreto domani sarà essere convinti che chi ci sta davanti non è così bravo al punto di costringerci a non fare le nostre solite cose in campo”. 

RONALDO – “Ma la Juve non è solo il portoghese. La Juve è GC3, Chiellini: lui non fa reparto, lui è il reparto. E poi Pjanic… Come ci si difende? Ragionando di squadra”.

CAMPIONATO – “Per me non è finita quando perdi una partita o un’occasione. È finita quando non sei più convinto e smetti di provarci. E noi ci vogliamo provare. 11 punti di differenza? Eh, ma loro ogni anno mettono dentro calciatori che segnano ancor di più la differenza. A Roma mi hanno portato via Pjanic, il migliore di quella squadra con De Rossi. Poi Higuain al Napoli, Cancelo a noi, infine Ronaldo che ha messo una mentalità impagabile dentro lo spogliatoio. Ma non dobbiamo aver paura: noi siamo in linea con i nostro obiettivi, l’ho detto ai miei calciatori. I nostri obiettivi sono tutti lì davanti, dobbiamo andare a prenderceli”.

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