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(Photo by Danny Gohlke/Bongarts/Getty Images)
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JUVENTUS BAYER LEVERKUSEN 2001 – C’era una volta uno stadio di nome Delle Alpi, applaudito alla sua costruzione ma mai amato da chi, tra il ’90 e il 2006, si è trovato a frequentarlo ogni maledetta domenica. E qualche volta, anche il mercoledì. Tra i punti deboli del vecchio stadio torinese c’era senza dubbio la lontananza del pubblico dal campo, a causa di una pista atletica rimasta quasi sempre inutilizzata (senza la seconda pista di allenamento non si potevano organizzare meeting internazionali). E poi il freddo, gli spifferi di vento, gli elevati costi di gestione, la zona in cui si trovava e quel pubblico quasi sempre assente. Da sottolineare anche la nebbia, spesso presente a Torino e in quello stadio, dove le nubi si addensavano volentieri. Ed è qui che parte il racconto dell’unica gara torinese tra Juventus e Bayer Leverkusen (di scena domani alle ore 21.00).

Rinviata non una, ma due volte!

La Juve non se la cavava benissimo in campionato, galleggiando tra il terzo e il sesto posto, ma andava decisamente meglio in Champions League: superato brillantemente il gruppo con Porto, Celtic e Rosenborg, il nuovo girone la vedeva contro Bayer Leverkusen, Arsenal e Deportivo La Coruña. L’esordio era fissato in casa il 21 novembre 2001 contro i tedeschi, o almeno così vorrebbero tutti. La grande nebbia impedì all’arbitro di vedere le due porte, impossibile giocare in queste condizioni. La partita venne quindi rinviata alla settimana successiva. Il destino però sa essere beffardo quando vuole. Tutti tornarono allo stadio, ma tornò pure la nebbia. Sembrava uno di quegli scherzi che non fa ridere nessuno, ma era tutto vero: anche stavolta non si poteva giocare.

Non si può rinviare una partita all’infinito. La Champions League non può aspettare, e neanche gli impegni delle rispettive squadre. La decisione arrivò repentina, e prese di sorpresa tutti: si gioca il 29 novembre alle ore 15.00. Fu così che la partita tra Juventus e Bayer Leverkusen si giocò in un inedito giovedì pomeriggio, con 30 mila spettatori che chiesero mezza giornata libera e quasi 40mila seggiolini vuoti. Non sarà l’unica volta che i bianconeri giocheranno una gara europea alla luce del giorno: 12 anni dopo, una nevicata ad Istanbul costringerà Galatasaray e Juventus a rinviare il match al giorno dopo, con nuovo fischio d’inizio fissato alle ore 14.00. E sappiamo tutti come andò a finire.

Devasto bianconero

Quella Juve sbriciolò il Bayer per 4-0, con doppietta di Del Piero, un gol di Trezeguet ed uno di Tudor. Era una Juventus che fa felici tanti amanti della nostalgia: il 4-4-2 di Lippi vedeva Buffon in porta (oggi panchinaro di Szczesny), una difesa con Birindelli, Thuram, Iuliano e Pessotto, Zambrotta ancora esterno destro di centrocampo con Nedved sulla sinistra e in mezzo la “doppia T” Tudor-Tacchinardi, mentre in attacco regnava la coppia Del Piero-Trezeguet. Tuttavia, anche il Bayer poteva vantare grandi nomi, come Ballack, Lucio (futuro bianconero senza fortuna), Ramelow, Basturk, Neuville e il giovane Berbatov. Non a caso le aspirine arrivarono in finale, perdendo 2-1 contro il Real Madrid. La Juve invece uscì in quella fase, eliminata di fatto nella partita di ritorno in Germania dove i tedeschi vinsero per 3-1, rendendo la seguente vittoria per 3-1 con l’Arsenal inutile. La squadra di Leverkusen, oltre alla finale di Champions, perderà anche la finale di DFB Pokal e lo scudetto nelle ultime due giornate, guadagnandosi il poco onorevole soprannome di “Neverkusen”. La Juve, invece, si consolerà il 5 maggio 2002, ad Udine.

Dario Lombardi

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