Moratti: “La Juventus è fortissima, può vincere il Triplete”

MORATTI – L’ex presidente dell’Inter Moratti è intervenuto ai microfoni di RMC SPORT per commentare vari temi.

FIGC – “È stata una cosa molto carina da parte di Andrea, e molto coraggiosa. Era un qualche cosa che poteva trovare il disaccordo da parte dei tifosi, invece è stata una mossa molto simpatica che credo possa cancellare le conseguenti arrabbiature dopo Calciopoli. Rimane la vicenda, ma non rimane il rancore.
No, è stata una cosa molto simpatica, carina, interessante e impegnativa. Non mi è sembrato giusto accettare questa candidatura, spazzando via chi invece si era impegnato e aveva raccolto i voti”.


AGNELLI – “Il rapporto con Agnelli è sempre stato civile e affettuoso, lo conosco da quando era ragazzo. Continuare con quella polemica era anche abbastanza noioso”.


JUVENTUS – “Vedo determinazione e una compattezza di squadra che può far prevedere grandi cose. Il Triplete è difficile prevederlo, ma essere lì per provare a fare qualcosa di simili è già buona cosa. La Juventus è fortissima”.


MAROTTA – “Stimo e apprezzo molto Marotta, è una persona equilibrata e che sa far bene il proprio mestiere. Lo apprezzerei molto all’Inter”.

RONALDO – “Certamente è stata una mossa che può aumentare la curiosità del campionato italiano, anche io vedo le partite della Juventus per la curiosità di vedere Ronaldo. Può essere una calamita per attirare altri campioni in Serie A”.


MANCINI – “Ha preso una squadra difficile da portare avanti, lo ha fatto con il suo solito coraggio. È un allenatore di grandi qualità. C’è poca pazienza nei confronti di Mancini, bisogna saper aspettare: è molto serio come allenatore e i risultati arriveranno.Ci sono dei giovani fortissimi nel calcio italiano, e credo che le squadre facciano tantissimo per valorizzare i giovani. È importante però lasciare spazio alla fantasia e al piacere di giocare nei ragazzi. Un tipo di impostazione più tattica o tendente alla vittoria della squadra toglie fantasia e voglia di giocare, e può non far uscir il talento nei giovani. Bisogna lasciare più liberi questi ragazzi”.

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