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Getty Images

PIRLO – Andrea Pirlo ha vestito la maglia della Juventus dal 2011 al 2015. L’ex centrocampista bianconero e della nazionale è intervenuto a Radio Radio raccontando i momenti più belli della sua carriera e alcuni retroscena. 

Ruolo

“Da ragazzo giocavo in un altro ruolo, però dentro di me sapevo di poter fare un certo tipo di carriera. Ho inventato un altro modo di fare il ruolo del regista perchè venendo dal ruolo di trequartista ho fatto in quella posizione qualcosa che ancora non era stata fatta. Non ero il solito mediano. Ho lanciato un po’ la moda di mettere un giocatore, che magari da trequartista non aveva il passo o la velocità per incidere e saltare l’uomo, davanti la difesa per dare più qualità al gioco della squadra”. 

Inter 

“All’Inter avevo 18 anni e giocavo trequartista. In quel periodo però c’erano Baggio, Djorkaeff, Ronaldo… tanti super campioni. Io ero giovane e venivo dal Brescia per cui ho fatto un po’ fatica. Poi sono andato in Calabria e sono tornato all’Inter ma avevo deciso di andare a giocare di qualche altra parte per avere più spazio”. 

Brescia e Tonali

“Mi fa molto piacere vedere il Brescia nuovamente in Serie A. Sono passati un po’ di anni dall’ultima volta e adesso rivederlo è molto bello. Spero che Balotelli possa essere utile, adesso si sta ambientando. Era tanto che non giocava perché anche in Francia le ultime partite non le ha fatte e ci vorrà un po’ di tempo. Tonali il nuovo Pirlo? Qualcosa rivedo nella personalità, non nel modo di giocare. Gioca con grande tranquillità non ha paura di farsi dare la palla e di sbagliare. Poi il capello un po’ lungo…”. 

Juve, Inter e Milan

“Sono tifoso dell’Italia più che altro. Più di cento partite con l’Italia quindi sono un giocatore di tutti. Poi dopo se sono della Juvedell’Inter o del Milan non importa. Ho cercato di fare il massimo con qualsiasi squadra, ho vinto con Milan e Juve, però la cosa più importante è che la gente mi riconosca come un giocatore che ha fatto bene per il calcio italiano. Roma? Ho avuto dei contatti prima di andare alla Juventus”. 

Pallone d’oro

“Non è mai stato un obbiettivo, anche perché pensavo più a vincere con la squadra che il resto. Poi certo, se vinci tanto con la squadra e con la Nazionale poi quello viene di conseguenza. Sono arrivato nei primi 5 per un paio d’anni e quello è stato soddisfacente”.

Allenatori 

“Ho avuto la fortuna di avere tanti grandi allenatori nella mia carriera e quindi in un futuro cercherò di prendere un po’ da tutti. La calma di Ancelotti, la grinta di Conte e un po’ da tutti gli altri. Ho avuto questa fortuna cercherò di metterli tutti insieme per fare l’allenatore ideale. Il più patito di tattica? Conte sicuramente. Lui non è solo grinta. E’ un genio come allenatore. Dirgli che è solo grinta è veramente riduttivo”.

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