Rabiot: “Juve superiore a Psg. Importanti i consigli di Buffon”. Poi sul numero…

RABIOT JUVENTUS CONFERENZA – Adrien Rabiot è stato presentato nella sala conferenze dell’Allianz Stadium. Presenti alla conferenza Fabio Paratici, Federico Cherubini e Pavel Nedved. C’è anche mamma Veronique.

Rabiot: “Buongiorno a tutti. Se avete domande io sono qui, possiamo iniziare”.

Perché la Juventus? Sappiamo che c’è stato un lungo corteggiamento, quest’anno c’è riuscita. Perché l’ha convinta?

Sì, è vero, ci sono stati molti contatti prima con la Juventus, ma era un altro periodo della mia vita e un’altra situazione per me. Oggi invece secondo me era arrivato il momento giusto per venire qui. E così eccomi.

Hai chiesto qualche consiglio a Buffon?

Nella stagione passata ho parlato molto con Gigi, mi ha dato tantissimi consigli e mi ha parlato molto della Juve ovviamente, perché conosce benissimo la squadra e il club e secondo me era la persona migliore con cui parlarne. La sua opinione ha contato tantissimo per me, Gigi è una persona con cui ho passato una stagione non solo come compagno, ma con cui ho avuto molti scambi anche a livello personale. Sicuramente ha avuto un ruolo.

Cosa ti aspetti dalla A e dalla  Juve e qual è la tua sfida principale?

Sono stato per 7 anni in Francia e a Parigi come professionista. Per la prima volta ho scelto un campionato diverso, ma la mia voglia è la stessa. Sono in A con la Juve e metterò lo stesso impegno e la stessa determinazione e lavorerò duro per aiutare il club e andare avanti insieme.

Abbiamo parlato prima di Buffon, ti avrà parlato della storia della Juve e della Juve di Allegri, ma ora c’è Sarri. Hai già parlato con lui? Lo conosci?

No, in realtà non ho ancora avuto occasione di parlare con Sarri, ma le persone che ho incontrato finora in Juventus mi hanno fatto tutte un’impressione ottima. Penso che la sua figura di coach corrisponda in tutto e per tutto alla squadra, quindi sono chiaramente a sua disposizione e secondo me il club ha preso un’ottima decisione per il futuro della squadra. Non gli ho ancora parlato, ma secondo me andremo d’amore e d’accordo.

Qual è la posizione in campo che ritieni possa valorizzare al meglio la tua qualità? E quale numero di maglia hai scelto e perché?

La mia posizione preferita, penso la sappiate, è mezz’ala sinistra, poi chiaramente posso giocare anche a due, nella scorsa stagione al PSG ho giocato parecchio in questa posizione. Sono disponibile, mi adatto, ma quella è la mia posizione preferita se siamo in te. Per quanto riguarda il numero della maglia è sempre il 25.

Oggi inizia la tua nuova vita, ma gli ultimi sei mesi sono stati un po’ strani per te. Non hai potuto giocare, non ti sei potuto allenare, vorrei tornare a questo ultimo periodo e chiederti se oggi comincia una nuova vita per te.

Sì, gli ultimi sei mesi sono stati abbastanza complicati sia sul piano sportivo che sul piano personale ed emotivo. Sul piano sportivo purtroppo sono cose che possono succedere in questo settore, quindi ero in qualche modo preparato. Oggi, però, quel momento è chiuso e come avete detto voi è una nuova avventura. Voglio fare del mio meglio e lasciarmi tutto alle spalle. Avrei preferito che la fase precedente si chiudesse in un modo migliore, ma purtroppo non dipendeva solo da me.

Leonardo ha cercato di trattenerti fino all’ultimo minuto?

Ha preso qualche contatto con il mio agente, si è presentato, voleva capire come andavano le cose, ma non ci sono state offerte come ho sentito. Non c’è stato nessun tentativo di trattenermi, secondo me voleva solo sapere come erano andati gli ultimi mesi, ma aveva capito che era tutto finito.

Si gira pagina, ma questo trasferimento ti riposiziona un po’ rispetto alla Nazionale francese? Hai parlato con il ct?

La mia decisione è stata solo quella di non andare ai Mondiali, ma io resto un giocatore francese, quindi se gioco bene e le mie prestazioni sono buone sicuramente resto disponibile per il ct.

Quando si è concretizzata la tua decisione della Juve? E nella tua scelta ha pesato la grande tradizione di giocatori francesi alla Juventus?

Diciamo che il tutto si è concretizzato poco tempo fa. E’ stato tutto molto rapido devo dire, ci siamo trovati d’accordo abbastanza in fretta, non abbiamo avuto problemi. Anzi. Per quanto riguarda i grandi giocatori francesi che hanno giocato qui, è ovvio che la Juve abbia una grande storia e in questa storia ci sono stati altri grandi francesi e spero di poter portare anche io qualcosa di mio al club”.

Hai parlato con Matuidi? Secondo te è un po’ preoccupato dalla tua concorrenza?

Blaise è stato mio compagno per tanti anni, quindi ci intendiamo. Poi io sono nuovo qui e so che ci sono tanti giocatori nel mio ruolo, quindi è normale, ma va bene. Che sia con Blaise o con qualcun altro non cambia nulla. E la concorrenza non cambia le relazioni e soprattutto l’affetto che provo per Blaise. Quando si parla di campo ovviamente è diverso.

In un’intervista di un po’ di tempo fa hai detto che la Juventus ha acquisito una grande esperienza internazionale, che magari il PSG non ha. Anche questo ti ha spinto a venire alla Juve, tentare di arrivare alla Champions League?

Non mi ricordo di questa intervista, però rispondo comunque alla domanda. Sicuramente è un grande club, molto prestigioso, e ha sicuramente una grande esperienza a livello europeo anche se ha avuto qualche complicazione negli ultimi anni. Arriva spesso in fondo in Champions, quindi per come la vedo io sicuramente è un gradino sopra il PSG, questo mi ha ispirato molto.

Ci conferma questa influenza che ha sua mamma nelle sue scelte e quanto peso ha avuto nella scelta della Juve?

Diciamo che nelle relazioni sportive è il mio agente, quindi ovvio abbia un ruolo importante. Mi aiuta molto nel modo in cui gli agenti aiutano i propri giocatori. Poi per tutto quello che riguarda le relazioni madre/figlio sono chiaramente un’altra cosa, però posso dire che la nostra relazione nel mondo del calcio è ovvio che lei conti, perché è il mio agente, mi accompagna e mi sta vicino. Lavoriamo bene insieme, quindi ovvio che sia una relazione importante.

Tra le tante cose che vi siete detti con Buffon, qual è la cosa più curiosa o interessante che ti ha convinto a venire alla Juventus?

Mi ha detto un sacco di cose interessanti, soprattutto che se volevo andare oltre nelle mia carriera e fare uno scatto in avanti sicuramente una stagione o due alla Juventus era il modo migliore per farlo, perché avevano un valore più grande che in un altro club. Ho apprezzato molto questo consiglio e lo ascolto tanto. Ci sono tante ragioni per cui ho scelto di venire qui, ma sicuramente quello che ha detto Gigi ha avuto un peso.

Secondo te cosa serviva al PSG per vincere la Champions e cosa può servire quest’anno alla Juve?

Vista la stagione che ho avuto nel PSG è un po’ difficile rispondere a questa domanda perché è stata complicata. Io ho lavorato tanto con il PSG, sono stato molti anni con loro e devo dire che la Champions non arriva dall’oggi al domani. Serve tanta esperienza, accumulata di stagione in stagione e per quanto riguarda la Juve io chiaramente sono qui e voglio mettermi a disposizione per aiutare il club a raggiungere i propri obiettivi e la Champions è tra gli obiettivi più importanti. Bisogna essere concentrati, ma non solo su quello. Bisogna vivere la stagione passo passo, io voglio portare tutto quello che posso al club, poi se vinciamo meglio e voglio avere un ruolo in queste vittorie.

Hai giocato con grandi campioni, ha inciso la presenza di Ronaldo, il più grande, nella tua decisione?

Sicuramente ho giocato con grandi campioni e grandi fuoriclasse, che mi hanno aiutato ad alzare il livello del mio lavoro. Ronaldo è un grandissimo campione e qui ci sono anche altri grandi campioni ed è chiaro che questo ha avuto un peso, perché sapevo che si tratta di un grande club, che lo spogliatoio è un ambiente positivo, perché ci sono professionisti e tutti si trovano bene tra loro. Se guardiamo i grandi club in Europa ci sono fuoriclasse ovunque e anche alla Juve è così.

Ieri al J Medical c’era anche Marchisio, oltre a Ramsey. Sei riuscito a parlare con loro? Li hai visti? 

Ho visto Ramsey, ma io stavo facendo le visite e lui stava lavorando, per cui ci siamo incrociati ma non abbiamo avuto occasione di parlare. Ci siamo solo salutati, ma ci saranno sicuramente molte occasioni in futuro.

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