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SALVAI – Doveva essere il giorno più bello quel 24 marzo 2019, quando le porte dell’Allianz Stadium si aprivano per la prima volta al calcio femminile. La prima volta che uno stadio in cui gioca una delle più grandi società italiane del mondo ospitava una partita della Serie A femminile. Doveva esserlo, ma a volte il destino ha in serbo delle amare sorprese. E un giorno fantastico per chi si trovava lì dentro, diventa un giorno tremendo per lei.

Minuto 63

La partita tra Juventus Women e Fiorentina è ancora sullo 0-0. L’atmosfera che si vive nello Stadium tutto esaurito è esattamente ciò che ci si aspettava: famiglie, curiosi e tanta voglia di godersi un pomeriggio di sole, caldo e calcio sano. Partono due “ole” durante il match, cosa davvero difficile da vedere in quello stadio. Manca però la cosa più importante: il gol. La partita è bloccata e sembra che solo un lampo la possa sbloccare. Poi però arriva il minuto 63, quello che nessuno avrebbe voluto vivere. Salvai corre verso la sinistra e crolla a terra. Dagli spalti non si ha subito la sensazione di ciò che è successo, chi invece guarda dalla tv ha già capito tutto.

Il ginocchio ha fatto crac, la diagnosi è quella peggiore: lesione del legamento crociato anteriore. La numero 23 esce tra le lacrime per un dolore troppo grande per poter essere trattenuto. Dolore fisico? Magari fosse solo quello. Il problema è un altro. Significa stagione finita, significa addio al mondiale, guadagnato in campo neanche un anno prima. La partita finisce 1-0 per la Juve, le ragazze prendono di peso Salvai e la portano sotto la curva. Anche lei deve festeggiare quella partita e vivere fino in fondo quell’atmosfera, quella prima volta che non si può ripetere. Cecilia è lì, con il volto tirato dal dolore, ma è felice di essere accerchiata dall’affetto delle compagne. Ora però, inizia una nuova partita, decisamente infernale.

L’estate di Salvai

La Nazionale azzurra vive un momento di audience incredibile. I mondiali fanno scoprire agli italiani la passione per il calcio femminile e le ragazze ripagano questo supporto con partite entusiasmanti. La vittoria con la temibile Australia, poi quella con la Giamaica. L’Italia è per la prima volta nella storia agli ottavi di finale, ed il successo nella penisola, orfana di una nazionale maschile ai mondiali, diventa impossibile da contenere. Arriva anche la vittoria contro la Cina: se è un sogno svegliate nessuno. Nei quarti le azzurre perdono contro l’Olanda, le lacrime scendono per il sogno finito. E Cecilia, che avrebbe voluto essere lì, in quei campi francesi a vivere tutto questo con le compagne di sempre, deve accontentarsi della tv. Per carità, è una soddisfazione vedere la tua squadra in diretta su Rai 1, ma vuoi mettere essere lì, con la maglia azzurra addosso? La gioia estiva per lei arriverà in provincia di Asti il 15 luglio, quando Marco la porterà sull’altare e diventerà il suo sposo.

Finiscono i mondiali e si ricomincia a parlare di club, di una nuova stagione da affrontare. La Juve pesca il Barcellona in Champions, nell’aria si respira odore di magia e di speranza. Sarebbe un’impresa storica eliminare le blaugrana. Salvai non può mancare al Moccagatta di Alessandria, almeno il tifo dal vivo se lo deve permettere. Non andrà come sperato, sia all’andata che in Catalogna arriva una doppia sconfitta. Salvai sta recuperando e non vede l’ora di dare una mano, anche se la strada è ancora lunga. Le bianconere vincono (quasi) tutte le partite, solo Vitale al 92′ impedisce alla Juve la vittoria con il Milan, costringendola al 2-2. Neppure la Fiorentina riesce ad impensierire le ragazze di coach Guarino, né in Supercoppa né in campionato. Salvai freme, il suo momento sta per arrivare.

Minuto 70

Cologno al Serio, centro sportivo Facchetti. La nona giornata di campionato vede di fronte Orobica e Juventus Women, l’ultima e la prima del girone. In comune hanno solo un pareggio ottenuto in stagione, per il resto ci sono sette vittorie bianconere contro sette sconfitte delle bergamasche. Guarino ritrova Bonansea dal primo minuto, mette in campo alcune giocatrici solitamente riserve, facendo riposare qualche titolare. Il match non ha storia: il primo tempo si chiude sul 6-0 per la Juve, e il secondo tempo non può certo cambiare l’inerzia. Guarino ha deciso, è il momento di Cecilia. Al minuto 70, Salvai torna in campo e mette fine al suo periodo da infortunata. Non importa dire se ha giocato bene o male, è importante dire che Cecilia c’è. E non è mai mancata.

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