bianconerinews.eu-sturaro-juventus-real-madrid-2-1-champions-league-2014-15
(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
Tempo di lettura: 3 minuti

STURARO – Quante volte gli è stato dato contro, quante volte veniva additato come inadatto ad una squadra che voleva vincere, arrivando anche a dargli dello scarso e del brocco. Quante volte lui è rimasto a testa bassa, a lavorare per far ricredere tutti sul suo valore. Il treno della Juve ormai è andato perso per Stefano Sturaro, centrocampista dall’animo ruvido in campo, senza mai andare per il sottile. Sostanza e quantità, più che qualità, quella che non gli ha permesso di rimanere in bianconero come avrebbe voluto. Eppure, ci fu un giorno in cui ogni giudizio su di lui fu completamente ribaltato, un giorno in cui si prese il palcoscenico mondiale e zittì tutti i suoi detrattori.

Juventus Real Madrid, semifinale Champions League 2014/15

Ero in Spagna quel giorno, e fortunatamente mi trovavo in una città in cui il tifo sarebbe stato tutto per i colori bianconeri: Barcellona. La città catalana si stava scaldando per una semifinale storica contro il Bayern Monaco, squadra che solo due anni prima aveva ridicolizzato Messi e compagni con un 3-0 al Camp Nou che seguiva un disastroso 4-0 a Monaco. Si parlava solo di quella partita, con la caccia al biglietto ad ogni costo e tanti tedeschi che, piano piano, arrivavano in Catalogna. Il Barça avrebbe vinto 3-0, con il famoso gol di Messi che mette a sedere Boateng e ipotecò il passaggio alla finale di Berlino.

Prima però, i tifosi blaugrana avevano un altro compito da adempiere: gufare il Real Madrid. Era l’ultima notte di vacanza, ed assieme al mio compagno di viaggio eravamo alla ricerca di un locale dove poter mangiare e guardare la partita. Avevamo i bagagli con noi, quindi non volevamo staccarci troppo dalla stazione dei bus; l’idea di camminare di notte trascinando delle valigie pesanti non ci entusiasmava troppo.

Ci accontentammo di un bar gestito da cinesi, in mancanza di un qualsiasi locale a tema Barcellona. Ascoltiamo il corposo pregara della tv spagnola fino a quando non vengono date le formazioni: Sturaro titolare. Personalmente conoscevo poco Sturaro, e quel poco che avevo visto non mi era piaciuto granché. Lo ammetto: ero parecchio sgomento all’idea di affrontare il Real Madrid con lui in campo. Al contrario, la tv spagnola era entusiasta all’idea del numero 27 in campo: gli ospiti in studio si riempivano la bocca con concetti del calibro di “Juventus difensiva, Juve che ha paura, Sturaro non ha esperienza internazionale, vedremo un Real Madrid che attaccherà tanto, i blancos sono ancor più favoriti”. Mi assalì una certa rabbia nel vederlo trattare così, e preso dall’emozione mandai un messaggio ai miei storici amici juventini, un profetico: “Sturaro, pensaci tu!”

Sturaro su James Rodriguez

Inizia la partita, e la mia tensione si fa sentire. Contrariamente al mio carattere, fin da subito urlo come un dannato a qualsiasi azione simil-interessante, e il gestore dopo dieci minuti urlò qualcosa in cinese, probabilmente minacciandomi di buttarmi fuori. Poco dopo Morata segnò il primo gol juventino, ed io in preda alle emozioni che si devono a quel momento uscii dal locale e abbracciai chiunque passasse nelle vicinanze. Ma c’era ancora tanto tempo prima del fischio finale, e Sturaro non era ancora entrato in scena.

Quella sera giocò una partita fenomenale. Zero emozioni, zero indecisioni. Un Davide diventato improvvisamente Golia, contro chi Golia lo era ogni giorno. E chi avrebbe mai pensato che quel ragazzino fino a pochi mesi prima era “solo” un centrocampista del Genoa? Sturaro contro Kroos, contro Isco, addirittura contro Sergio Ramos, quel giorno a centrocampo. E poi quel momento di assoluta paura, trasformato subito dopo in estasi di piacere.

Il Real ha pareggiato con Ronaldo, ma non ha finito di attaccare. Isco va via sulla destra, è in area di rigore, mette un pallone in mezzo sul quale Buffon esce a vuoto, spalancando la porta per James Rodriguez. Il colombiano ci mette la testa, Sturaro ci mette la punta del piede, con un intervento che più prodigioso di così non si poteva, e il pallone esce dopo aver colto la traversa. Proprio lui ha salvato la situazione, proprio lui, quello che avrebbe dovuto avvantaggiare i madrileni, ha negato loro la gioia del gol. Una gioia che non sarebbe arrivata, e che invece si sarebbe trasformata in incubo quando Tevez segnò il rigore del definitivo 2-1.

Sturaro uscirà al minuto 64′ per far posto a Barzagli, trasformando la Juve dal 4-4-2 al 3-5-2. Lo Juventus Stadium, non ancora Allianz, è in piedi per applaudire quello che, fino a quel momento, era stato in grado di reggere un urto troppo grande per un ragazzo alla prima da titolare in Champions League. Lui però aveva risposto presente, e si sarebbe tenuta stretta quella notte, e quelle emozioni, per tutta la vita. Ed io, in un bar di cinesi a Barcellona, con accanto un galeotto argentino e davanti la copia spagnola di Mister Bean, dopo minuti di incredibile sofferenza e urli di disperazione, mi alzai in piedi e applaudii un giocatore che, anche oggi che è tornato al Genoa, non riesco a non volergli bene. Quella notte la Spagna conobbe il suo nome, e a Madrid dormirono sonni non tranquilli.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.